Cosa succede in questa stanza
Questa pagina racconta una seduta dall'inizio alla fine. Dove ti siedi, cosa faccio io, quanto parli tu, cosa succede se ti viene da ridere, cosa succede se l'ipnosi con te lavora in un altro modo.
La scrivo per una ragione precisa. Hai già visto chi guarda la macchina e chi guarda la mente, e sei ancora qui. Le promesse te le hanno fatte tutte. Ti resta il diritto di guardare dentro prima di decidere.
Il primo passo, e le prime domande
Il primo passo è una conversazione. Sempre, per chiunque.
Mi racconti perché sei qui e cosa hai già provato. Io faccio domande, e qualcuna sarà scomoda: cosa ti aspetti, chi ti ha mandato, cosa succede se fra tre mesi siamo allo stesso punto. Tempi e costi te li dico lì, prima che tu decida.
Il colloquio serve a capire insieme se questo lavoro, per te, adesso, è la strada giusta. Alla fine hai due strade: si comincia, oppure ci pensi con il tempo che ti serve. La scelta resta tua.
La seduta, passo per passo
Si parte da dove senti
Ti chiedo di indicare col dito il punto. La gola, lo sterno, la nuca, la bocca dello stomaco. Poi che forma ha, che peso, da quanto tempo, in quali giorni torna. È la Mappa Somatica, e per adesso è una descrizione: registro quello che c'è, così come lo descrivi.
Quello che conto sono le ripetizioni. Quasi tutti me lo raccontano nello stesso modo: torna sempre uguale. Stesso punto, stessa ora, stessi giorni, stessa sequenza. Una ricorsività è un fatto osservabile. Puoi contarla anche tu, su un foglio: ti basta osservare.
Il corpo traduce. Io ascolto. La parte che sembra magica è soltanto rallentare abbastanza da accorgersi di uno schema che hai sotto gli occhi da anni.
L'induzione
Ti sistemi sulla poltrona. Chiudi gli occhi quando te la senti, e se preferisci tenerli aperti si lavora lo stesso. Io parlo lentamente e ti chiedo di seguire il respiro: dove appoggia la schiena, il peso delle mani, l'aria che entra. Dura il tempo che serve a te.
Solo la mia voce e il tuo respiro.
Quello che senti a un certo punto lo conosci già: è come quando un libro ti porta via e ti accorgi di aver letto tre pagine e la stanza intorno si era fatta lontana. Sei lì. Se passa una macchina sotto la finestra, la senti.
Dentro, si lavora
Da qui in avanti parlo poco. Faccio domande brevi e aperte — cosa noti adesso?, dov'è, in questo momento?, cosa succede se ci resti un attimo? — e poi sto zitta e aspetto. Parli tu, e parli molto più di quanto immagini.
A volte arriva un'immagine. A volte una scena intera. A volte solo una sensazione fisica, da sola, e va benissimo anche quella.
Le dinamiche cristallizzate si osservano. Poi si sciolgono. È quello che vedo succedere in stanza, ed è un'osservazione mia: guardare da fermi una cosa che hai sempre schivato la sposta. Lento. È la parte meno spettacolare del mestiere.
Se ti viene da ridere
Ridi. Succede spesso: l'imbarazzo dei primi minuti esce quasi sempre da lì. Ridere rompe pochissimo — sei presente, e riprendiamo da dove eravamo. Lo stesso vale se ti viene da piangere, se ti viene freddo, se devi andare in bagno, se ti addormenti per un minuto perché arrivavi da una settimana storta. Fa tutto parte della seduta.
Se l'ipnosi con te lavora in un altro modo
Capita. Qualcuno resta con gli occhi chiusi per tutto il tempo e alla fine mi dice che è rimasto tutto uguale. Ognuno risponde all'ipnosi a modo suo, e lo capiamo presto. Ne parliamo apertamente in quel momento, e sui fatti decidiamo insieme il passo dopo.
Si torna, e si resta a parlare
Ti riporto su con calma. Ti dico dove sei, che giorno è, quanto tempo è passato. Poi restiamo seduti e ne parliamo: quello che è emerso si guarda in due. Questa parte si chiama integrazione, ed è metà del motivo per cui la seduta esiste.
Esci che ti ricordi tutto.
Quello che resta tuo
- Resti cosciente dall'inizio alla fine. Sai dove sei, che ora è, chi hai davanti. Senti la mia voce per tutto il tempo.
- Il controllo resta tuo. Ti fermi quando vuoi. Apri gli occhi e la seduta finisce lì. La porta si apre dall'interno, come tutte le porte.
- I tuoi valori restano al loro posto. Scegli tu cosa dire e cosa fare, come faresti fuori di qui. L'idea di comandare una persona ipnotizzata arriva dal palcoscenico, dove chi sale ci sta per gioco.
- Quello che emerge lo porti tu. La memoria ricostruisce ogni volta che racconta, e una domanda fatta male può fabbricare una scena che sembra vera quanto le altre. È documentato. Per questo le mie domande restano aperte, e buona parte del mestiere consiste nel tacere al momento giusto.
Per chi è questo lavoro
Leggila prima di scrivermi: ti aiuta a capire se questo lavoro fa per te.
- Chi vuole capire uno schema che si ripete. Quello che faccio io è conoscenza di sé: presa di coscienza, osservazione, risorse che ti ritrovi in mano.
- Chi sente nel corpo qualcosa che torna sempre uguale. Stesso punto, stessa ora, stessa sequenza: si parte da lì.
- Chi vuole fare un passo alla volta. Si comincia da un colloquio, e le decisioni restano sue.
- Chi sceglie di esserci per sé. Accompagnare è un gesto d'amore, e il percorso parte quando la scelta è tua. Se sei qui anche per accontentare qualcun altro, dimmelo al colloquio: serve saperlo, e cambia da dove partiamo.
Se stai pensando di farti del male, chiama subito il 112.
Cosa dicono gli studi
Poco, e in ordine sparso. Preferisco dirtelo io prima che lo scopra tu.
Le prove più solide che l'ipnosi ha in mano riguardano l'intestino irritabile, e riguardano una tecnica diversa dalla mia: un protocollo standardizzato, erogato da clinici in gastroenterologia. Valgono per quella cosa lì. Chi le porta qui dentro sta usando il risultato di un altro, e lo fanno in molti.
Sul dolore cronico le linee guida inglesi hanno valutato l'ipnosi e l'hanno lasciata fuori dalle raccomandazioni. Sulla regressione — quello che faccio io — la ricerca è aneddotica: racconti e casi singoli, in attesa di uno studio controllato.
Sulle vite passate le prove mancano, per tutti, me compresa. Quello che emerge in seduta lo accolgo per quello che è: verità emotiva. Dice qualcosa di te adesso. Se una scena arriva, la domanda che faccio è cosa muove in te.
Il conto per esteso, studio per studio, sta qui: L'ipnosi funziona? Cosa dicono gli studi.
Se vuoi ancora parlarmi, il colloquio si prenota qui.
Chi sono, in due righe
Francesca Mannini. Ipnosi regressiva body-mind, Metodo dell'Integrazione, che parte dalla Mappa Somatica.
Insegno poco e cerco ancora: "Non posso essere il faro che illumina, se io stessa non sono diventata luce."
Le domande scomode
Ho dei dubbi. Funziona lo stesso?
Lo scopriamo in seduta, insieme. Ti chiedo una cosa sola: attenzione. Chi si concentra bene lavora bene, e una testa che analizza tutto il tempo è un vantaggio quando si tratta di accorgersi di uno schema. I dubbi puoi portarli con te.
Come faccio a sapere che quello che emerge è vero?
È vero come esperienza, e può discostarsi da come sono andati i fatti: la memoria ricostruisce ogni volta che racconta. Per questo lo accolgo come verità emotiva, distinta dalla prova storica. La seduta serve a te, a capire cosa muove in te adesso. Chi ha fatto cosa nella tua famiglia lo stabiliscono i fatti.
Quanto dura e quanto costa?
Seduta a partire da 30 €. Quanto dura il percorso dipende da cosa porti: lo valutiamo insieme al colloquio, e tempi e costi per il tuo caso li conosci prima di decidere. Ci metto sopra un impegno verificabile: se al colloquio ti giro intorno, hai la tua risposta su di me. Il numero che senti lì è quello che paghi.
Mio figlio sta attraversando un momento difficile. Posso venire io?
Sì. Lavoro con adulti, e il genitore che arriva qui viene per sé. Quello che portiamo in seduta è quello che senti tu mentre guardi tuo figlio — l'impotenza, la tensione, quello che ti si stringe addosso. Quello ti appartiene.
Accompagno una persona che ci crede più di me. Devo entrare anch'io?
Scegli tu. Puoi aspettare fuori, oppure entrare e ascoltare il colloquio, se la persona che accompagni è d'accordo. Per me va benissimo: chi arriva con le braccia conserte fa domande migliori di chi arriva entusiasta.
Come si comincia
Con un messaggio. Mi scrivi cosa ti porta qui, anche in tre righe storte, anche a mezzanotte. Da lì fissiamo il colloquio, e decidi dopo.
Prenota il colloquio, oppure scrivimi su WhatsApp al 392 095 8635, o a studio.francescamannini@gmail.com. Ti rispondo personalmente.
Se prima di parlare vuoi ancora leggere, il blog è lì per quello.